Al funerale dello humour si discute di quel “tanfo” di Romney

Roger Simon credeva che almeno la surreale digressione su PowerPoint avrebbe dissipato ogni dubbio circa l’intento satirico del suo articolo: “PowerPoint è stato creato da Microsoft nel 1990 per sopprimere il bestiame con un metodo meno crudele di una mazza di ferro. Dopo che la Peta ha dimostrato presso un tribunale che il PowerPoint era in realtà più crudele della mazza di ferro, il programma è stato usato dalle aziende per fare presentazioni con le slide”.
17 AGO 20
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New York. Roger Simon credeva che almeno la surreale digressione su PowerPoint avrebbe dissipato ogni dubbio circa l’intento satirico del suo articolo: “PowerPoint è stato creato da Microsoft nel 1990 per sopprimere il bestiame con un metodo meno crudele di una mazza di ferro. Dopo che la Peta ha dimostrato presso un tribunale che il PowerPoint era in realtà più crudele della mazza di ferro, il programma è stato usato dalle aziende per fare presentazioni con le slide”. Il columnist del quotidiano Politico aveva sopravvalutato il senso dell’umorismo dei suoi lettori, specialmente di quelli più autorevoli, che hanno preso sul serio il suo articolo sul litigio fra Mitt Romney e Paul Ryan almeno quanto prendono sul serio i propri articoli, e si sono imbrigliati nel più goffo dei fraintendimenti. Niente ammazza l’ironia quanto un avvertimento introduttivo del tipo “quella che state per leggere è satira” e Simon, solitamente alle prese con analisi politiche molto serie, ha condotto l’articolo con il solito andamento anglosassone almeno fino al punto in cui si scopre che Ryan ha affibbiato un nomignolo poco nobile a Romney: “Tanfo”. “Si aggira per il bus della campagna elettorale dicendo cose tipo, ‘se Tanfo chiama, prendete nota’ e ‘dite a Tanfo che mangio un panino con Peggy Noonan e gli mandiamo un sms più tardi’”. Lo spunto della gag è il serissimo scontro di caratteri fra il meccanico Romney e il muscolare Ryan, riassunto da una (vera) citazione dello stratega Craig Robinson sul New York Times: “Odio ammetterlo, ma se Ryan vorrà correre ancora in una campagna elettorale nazionale, probabilmente dovrà prima lavare via il tanfo di Romney”. Ma la storia di “Tanfo” che s’arrabbia perché Ryan va in giro per il paese a fare presentazioni in PowerPoint dal titolo “come un disegno di legge diventa legge” dovrebbe suggerire anche ai più distratti il tono ironico della faccenda. Il problema è che nei salotti di Washington il senso dell’umorismo viene invitato di rado.
Paul Krugman si è indignato per leso buon gusto: “Posso dire che pur non essendo un fan di Romney, questo è un pessimo comportamento”; il sito Mediaite ci ha costruito un’analisi strategica: “I fumi tossici della campagna di Romney sono entrati nella testa di Ryan”; Comedy Central ha di fatto ammesso di avere poco senso della commedia: “Si sente l’affetto reciproco dei candidati pulsare sullo schermo”. Jon Gandelman ha scritto che “questo la dice lunga sulla mancanza di deferenza e di rispetto” e il conduttore radiofonico Taylor Marsh ha sfoggiato un tono apocalittico: “L’articolo di Roger Simon si è diffuso come un incendio e sta causando una gigantesca serie di conseguenze”. Una gigantesca serie di conseguenze? Sì, la peggiore delle quali è sbugiardare chi ha lasciato l’umorismo nel cassetto delle proprie serissime convinzioni e ora che tutto si è svelato dice “è solo satira grossolana” (copyright Krugman), e altre variazioni sul tema “non sono io che sono serioso, sei tu che non fai ridere”. Succede sempre più spesso che le facezie siano prese drammaticamente sul serio. Quando David Brooks ha scritto una biografia di Romney esagerando tutte le stupidaggini che circolavano in rete sul candidato (“è nato nei cinque swing state”, “ha detto che ‘ama licenziare le persone’ all’età di quattordici mesi”), molti hanno esultato: finalmente quel conservatore di Brooks si rende conto che razza di personaggio è Romney, hanno scritto diversi osservatori liberal, gli stessi che avevano messo in giro le brutture che Brooks sfotteva. Tipo quella sugli oblò degli aerei che il candidato non si spiega “perché non si possano aprire in volo”, una battuta che i pundit hanno inserito nella colonna delle gaffe, unica categoria concessa a una forma mentis da tetragoni.